“A.A.A LAVORO CERCASI” : 1° FORUM DEI GIOVANI DEMOCRATICI sabato 5 aprile alle ore 16,00, a Campi Salentina - presso il “Dolce Vita” in Via Stazione

venerdì 23 maggio 2008

Donne e uomini, giovani e vecchi, insieme

I cittadini non possono lasciare ai “professionisti della politica” ogni spazio di azione, ma, al contrario, il nostro impegno per ripulire il sistema dalle sue evidenti incrostazioni deve essere forte e deciso.

Questa rappresenta la risposta ai molti limiti del sistema politico. Ai partiti l’imprescindibile compito di ascoltare i cittadini, di eliminare il gap che oggi esiste tra politico-cittadino. I partiti devono necessariamente ritrovare la funzione di collegamento con la società. L'obiettivo è quello di dare la “parola alla gente comune”, e cioè la possibilità di contribuire alla costruzione del programma elettorale ideale. Creare un clima di progettualità diffuso ed energico attorno ai temi del lavoro, dei diritti, della legalità, della solidarietà, dell'economia, dell'ambiente, dell'istruzione, dell'edilizia, dell'impresa, dello sviluppo economico e sociale, della cultura, dell'arte, dello sport, dei giovani. Creare le condizioni affinché donne e uomini, giovani e meno giovani trovino il gusto di lavorare insieme in un rapporto collaborativo e progettuale vero. Il Partito Democratico di Campi Salentina lo vuole fare. Un'idea, già condivisa con altri amici giovani democratici, è quella di avviare un dibattito pubblico con la cittadinanza. Senza tavoli di rappresentanza, senza relatori se non i cittadini chiamati ad esprimere le proprie proposte per Campi, su varie tematiche (ambiente, politiche giovanili, sanità, urbanistica, cultura, ecc.). Obbiettivo: la parola ai cittadini; ai politici il "nobile" compito di fare sintesi.
La nostra idea è quella di dare vita ad un programma politico-amministrativo fatto a misura delle esigenze dei cittadini.
Mario Maci

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lunedì 5 maggio 2008

I giovani: problema sociale o risorsa per lo sviluppo?


Valorizzare le politiche giovanili come parte integrante, sostanziale e strategica delle politiche dello sviluppo futuro della nostra città.
“Se la vitalità di un paese si misura con il ruolo delle nuove generazioni, allora l'Italia non è in declino: è in coma. Nella nostra vita pubblica le persone fra venti e quarant'anni non contano quasi nulla. Abbiamo la classe dirigente più vecchia d'Occidente e i livelli di occupazione giovanile più bassi. In più, quelli che lavorano sono precari, mal pagati e depressi da un livello di mobilità sociale bassissimo. In definitiva, sono preferiti i giovani già vecchi. L'Italia esprime una società conservatrice dove si muore come si è nati: ricchi o poveri.” (da “Questa Italia nemica dei giovani” di Curzio Maltese)

L’amministrazione targata Como si è caratterizzata in modo particolare per il rifacimento della piazza, simbolo del paese. Da sempre la piazza ha un valore e un senso di spazio collettivo: concerti, giochi di bimbi, mercati. Saltimbanchi, rivoluzioni, fanfare e organetti, passeggi e giardini danno vita all’immagine della piazza che conosciamo, attorno alla quale si sviluppa la vita sociale ed economica del paese. Peccato che quella di Campi, così bella, sia “vuota”, senz’anima. Veramente bella ma senza vita. Dobbiamo portare un soffio vitale a Campi. Fare diventare la nostra cittadina viva. È ora di iniziare a investire, di più e in modo programmato, in risorse umane per un futuro che abbia nelle persone gli artefici di un processo di rivitalizzazione di Campi. Cosa ha fatto l’amministrazione di centrodestra per i giovani? Cosa è riuscita a creare? Forse solo cambiare tre assessori alle Politiche Giovanili…e i progetti pei i giovani? E il tanto atteso FORUM dei GIOVANI di Campi? E poi…penso alla qualificazione del tempo libero, a spazi fisici o espressivi per liberare creatività e socializzazione, a spazi per sperimentare responsabilità e impegno. Penso alla salute: è grazie al Partito Democratico, al suo impegno profuso nel tempo e alle iniziative popolari, che inizieranno a breve le attività di bonifica dell’ex manifattura tabacchi di via stazione. E l’amministrazione Como in tutti questi anni che cosa ha fatto? Sono passati tanti anni ed è inaccettabile che la giunta Como non sia riuscita ad assumere una linea chiara e netta per assicurare la salute dei propri cittadini scongiurando il pericolo amianto.
I cittadini sentono una forte necessità di cambiamento e i giovani non vogliono essere un problema sociale ma una risorsa per lo sviluppo. Per alzare la qualità della vita e sentirsi orgogliosi e soprattutto contenti di stare a Campi, perché si vive bene e sani.
Mario Maci

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giovedì 10 aprile 2008

Veltroni fa tappa a Lecce.


La tappa n. 102 del tour di Walter Veltroni a Lecce ha attirato un fiume di gente: più di ventimila persone erano stipate in Piazza S. Oronzo e dintorni. Tantissimi giovani, famiglie e persone di tutte le età; e poi striscioni, cartelli, bandiere, telecamere e telefonini intenti a riprendere la manifestazione. C’era una carica incredibile. Un entusiasmo e un’euforia capaci di far ben sperare.
Sin dall’introduzione, fatta da una ragazza di 22 anni, che ha raccontato il modo in cui si è avvicinata alla politica ed ha cominciato a credere fortemente nel progetto programmatico del Piddì, l’evento parlava un linguaggio familiare.

Il Salento si è visto, poi, riconoscere dal Segretario Regionale Pd Puglia Emiliano, intervenuto subito dopo, il ruolo politico trainante che ha sempre avuto in Puglia.
E poi (che ve lo dico a fare?) una vera e propria ovazione quando è arrivato il momento di Walter Veltroni. Oltre un’ora di discorso, mai ripetitivo, mai noioso. L’immagine che ha dato di sé conferma tutte le mie aspettative di un uomo politico vicino alla gente, credibile (e scusate se è poco), capace di concentrarsi sugli obiettivi e senza mai denigrare gli avversari politici e né “l’ avversario politico del principale schieramento opposto” (non ha mai pronunciato il nome di Berlusconi!). E’ stato in grado di avvicendare momenti simpatici e momenti di doverosa serietà con estrema facilità, facendo il pieno di applausi e di cori di approvazione.
Un fiume di applausi anche quando si è detto basta alla saga da medioevo di Pontida; si è soffermato su questa cerimonia, celebrata l’altro ieri dalla Lega Nord, in costume e in armatura, durante la quale si è giurato: “siamo quelli che con l'armatura vogliono sferrare l'attacco mortale a Roma”! Quella Roma che, quando parlano al Nord, chiamano “Roma ladrona”, salvo poi cercare di accattivarsi il suo favore, negando le loro radici secessioniste, quando invece a Roma ci vanno a parlare. “Ma di cosa stanno parlando????” ha detto Veltroni. La politica del Carroccio disdegna la capitale nel fine settimana, ma “il martedì li trovate tutti nei ristoranti romani”!
E poi: “Voglio sapere, ma non da lui, se una persona che dice queste parole può essere il ministro delle riforme?”, per replicare alle dichiarazioni di Umberto Bossi che ha minacciato di “imbracciare i fucili” se non verranno corrette le schede elettorali. “Ma io mi chiedo dove viviamo? Ma dove siamo? Con queste parole non si va avanti e non si fa l'interesse del Paese”, ha affermato il Segretario Nazionale a una folla letteralmente galvanizzata .
E ancora si commentava una dichiarazione di Bossi rilasciata sulle pagine del Corriere della Sera, in cui rivelava a tutti il vero motivo per cui Berlusconi rifiuta il duello in televisivo con Veltroni: non è per la legge sulla par condicio; se non va in tv, sostiene il leader della Lega Nord, forse è perché «un po' di stupidaggini le ha dette e lì verrebbero moltiplicate. Queste sono cose che fanno perdere voti»!!
E del PdL dice: “Dalle cose che dice il capo dei nostri oppositori quello che emerge è una leadership stanca e logorata dopo quindici anni che si è candidato alla presidenza del Consiglio”; ogni volta “dichiara che per lui governare sarà portare una croce. Ieri Bossi ha detto che sarà ministro delle Riforme istituzionali anche se non vorrebbe farlo, ma è costretto”. “Sembra che per loro il governare sia avvertito come un insopportabile sacrificio; invece per me governare è il massimo onore che deriva dalla voglia di cambiare questo Paese”.
Quello che abbiamo visto è stato un Walter Veltroni che nella vittoria ci crede, nonostante i sondaggi. Un Walter Veltroni che stupisce per sicurezza e pacatezza. Capace di infondere speranza.
Il discorso si è concluso con l’invito a tutti i presenti di impegnarsi, in questi ultimi giorni di campagna elettorale, a convincere cinque amici a votare per il Piddì.
Eravamo in più di ventimila ad ascoltarlo. E credo che tutti quanti abbiamo sperato, in cuor nostro, e finalmente creduto che vincere le elezioni, per una volta contro tutti i sondaggi, “si può fare”..
Rita Regoli

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lunedì 7 aprile 2008

La politica on line


Coinvolgere gli elettori in un dialogo interattivo offrendo strumenti e occasioni concrete di partecipazione on line, oltre che informazioni numerose e aggiornate.
Oggi il cittadino vuole essere coinvolto, ascoltato, preso in considerazione; di contro, il politico, se vuole comunicare e vuole farlo bene, deve ascoltare i cittadini. Occorre, quindi, evitare di utilizzare un solo canale di comunicazione, dal politico al cittadino, sviluppando invece in un sistema di comunicazione bidirezionale, dal cittadino al politico. La maggior parte dei siti dei candidati hanno funzione di vetrina: sono mere riproduzioni digitali di materiali pensati per una comunicazione elettorale tradizionale.

L’era della comunicazione unilaterale in cui il messaggio comunicativo è invasivo deve necessariamente finire dando spazio all’era del permission marketing, che ascolta il pubblico prima di parlargli e personalizza la comunicazione. Non è facile tradurre in pratica questo obiettivo in un’epoca in cui la politica ha ancora nei media tradizionali il suo palcoscenico principale. Nonostante ciò, qualcosa si muove. E cresce l’entusiasmo e l’interesse verso le nuove tecnologie. La rete diventa sempre più legata alla vita sociale quotidiana delle persone, dall’email ai blog (comunità virtuali ad interazione frequente e alto coinvolgimento). Si crea un rapporto sempre più stretto tra mondo on line e mondo off line (esempio: social networking). Ed ecco, quindi, come la funzione di internet si allarga, oltre a quella di interattività, anche a quella di strumento politico di mobilitazione, organizzazione e partecipazione, trasferendosi dal mondo virtuale al mondo reale.
La concezione iniziale di internet, legata allo scambio di informazioni, oggi si è trasformata in una concezione della rete come ambiente di confronto interattivo e di coinvolgimento reale e concreto della gente.
Mario Maci

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mercoledì 2 aprile 2008

Un Mezzogiorno in crescita, un’Italia moderna.


Il nostro Sud, con tutti i suoi problemi strutturali che non possono essere qui interamente considerati, da sempre vede ipotecate le sue potenzialità di crescita e sviluppo economico, a causa della carenza di infrastrutture, della dimensione troppo contenuta delle imprese e della loro difficoltà ad inserirsi in un contesto internazionale, nonchè di una politica ambientale ancora incapace di sfruttare appieno le risorse del territorio. Questa pesante eredità, che il Mezzogiorno trascina da tempi lontani, fa del del Sud una Terra lasciata spesso in balìa di sé stessa. Un’Italia moderna non può essere pensata senza che sia prioritariamente affrontata la questione meridionale, intesa come ricerca di soluzioni volte a colmare l’annoso divario tra il Nord e il Sud del nostro Paese.

Se il Nord deve crescere, il Sud deve crescere un po’ più velocemente. Il primo passo sono le infrastrutture: il secondo punto dei dodici programmatici, interamente dedicato alla crescita del Mezzogiorno, sottolinea l’importanza di rendere la nostra rete ferroviaria, portuale e aeroportuale qualitativamente e quantitativamente paragonabile agli attuali standards europei. E si prefissa il termine ultimo del 2013 per realizzare questo obiettivo. Servizi idrici e ambientali devono, anch’essi, raggiungere la qualità media dei Paesi europei sviluppati. Il nostro Sud merita un “ambientalismo del fare”, costruito sul coinvolgimento e sulla consultazione dei cittadini in ciacun passaggio di “localizzazione, progettazione e costruzione”. L’obiettivo è fare del Sud il naturale “ponte” sul Mediterraneo; rendere il Meridione centro strategico di rotte commerciali e piattaforma logistica per la circolazione di persone, culture, servizi e beni. Serve una decisa rimozione degli ostacoli, in primis dell’incapacità decisionale, che fino ad ora ha impedito al Meridione di riappropriarsi del ruolo cruciale che geograficamente gli appartiene. Le politiche per il Mezzogiorno, infatti, fino ad oggi, hanno spesso conosciuto deludenti soluzioni di reinvestimento delle risorse comunitarie, a causa della dispersione dei fondi in una miriade di programmi, invece di concentrarsi su pochi obiettivi, ma quantificabili e controllabili. Il Mezzogiorno merita di essere rimesso in moto, a partire da questi primi traguardi, valorizzando, come fisiologica conseguenza, tutte le sue potenzialità inespresse; rilanciando lo sviluppo economico e colmando quella distanza che lo separa ancora dal Nord. Se il Sud cresce, l’intero Paese non può non fare altrettanto. Un Sud moderno, un’Italia migliore oggi si può fare.
Rita Regoli

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Marco Paolini legge "Il prigioniero Ante" di Erri De Luca

Invito alla lettura

Fausto Burdino CSA Pagine: 144 Prezzo: 12,00 Euro
Una degna vita vissuta intensamente. Un granello di sabbia del deserto nell'immensità dell'universo lungo la via del viaggio. Il bene diffuso in ogni angolo della terra, Giuseppe è Giuseppe, uomo straordinario. L'incedere decoroso tra le contorte strade della vita, ostacolando il nichilismo con il buon senso. L'anonimato di una esistenza lontana dai riflettori della notorietà, alla ricerca costante di un sorriso nei gangli della complessità umana. Al termine della commedia la sua anima riscopre la vera essenza del suo essere. Note biograficheUn rivolo, la sua tersa sorgente, il suo corso attraverso forre e verdi vallate, e poi alla fine immettersi nel grande fiume, perdersi in esso, diluire la sua storia con quella di centinaia di emissari. Così nel viaggio letterario di Fausto Burdino nato a Girifalco e residente a Crotone, dove scrive le passioni della poesia. Lo spirito impalpabile del passato segue i sussurri, i soffi di quel narrare vago, domestico che diviene 'cifra' nel momento in cui si immette nel grande fiume della storia. La sorgente, la bellezza incontaminata delle Serre calabresi, l'approdo metropolitano, la ricerca nel passato, il koiné, il linguaggio comune, come unica prova delle proprie radici, unico ponte per traslare il presente e sognare nel già avvenuto, i fragili germogli del futuro.

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